
C’è dell’incredibile nell’articolo pubblicato dal quotidiano Repubblica, lo scorso mese. A quanto scrivono un semplice scherzo, che sembrerebbe ingenuo, si è trasformato in un REATO!
Infatti, è accaduto che alcuni ragazzini di scuola media abbiano utilizzato delle immagini e foto, recuperate dai social, di alcune compagne, modificandole con una nota app, per “denudarle” virtualmente.
Il giornalista scrive:
“Questo è quello che è successo a 5 ragazze di 13 anni in una scuola media della provincia di Roma. Alcuni loro coetanei, infatti, hanno preso le loro foto pubbliche, condivise sui social, e le hanno modificate in modo da denudarle virtualmente, e poi far girare il materiale. Sono riusciti a farlo mediante un’apposita applicazione, Bikinioff: si tratta di un bot, spiega l’edizione romana di Repubblica, che ha il compito di spogliare il corpo delle foto che gli iscritti al gruppo inviano. Non è ancora chiaro se a figura intera o con il fotomontaggio di altri corpi recuperati dal web. In ogni caso le immagini, dopo aver fatto il giro della scuola media frequentata dalle vittime (in provincia di Roma), sono approdate sui loro stessi telefoni. E quattro di loro, dopo aver parlato con i genitori, hanno deciso di denunciare. I carabinieri hanno rintracciato due quattordicenni come gli autori degli scatti incriminati. Adesso sono indagati dalla procura per i minorenni per produzione di materiale pedopornografico. Ma l’indagine è ancora all’inizio, e non è escluso che a produrre le immagini che sono finite sui telefonini di mezza scuola siano stati anche altri compagni.”
La riflessione sull’accaduto è davvero importante!
Capisco che quando si è in gruppo ci si lasci condizionare e che le decisioni sembrano prese insieme, senza averne la responsabilità ed il pieno controllo; ma questa è una cosa molto seria perché ha offeso delle altre persone, per di più amiche o conoscenti, rendendole ridicole e imbarazzandole davanti a tutti.
Sembra facile prendersela con i più deboli e, soprattutto, con chi non si può difendere. Infatti, quando le foto sono circolate, le vittime non hanno potuto bloccarne la diffusione. Mi piacerebbe che gli autori di questa bravata subissero lo stesso trattamento e la stessa denigrazione…
Mi auguro che questa notizia circoli e che sia d’esempio per tutti i miei coetanei e non solo.